zurika
       
  lunedì, 30 dicembre 2002

  L’odore del Ticino mi penetra nel cervello. L’acqua di un fiume scorre spesso nella mente delle persone, anche nella mia. Mi ci rispecchio sempre in quelle acque, in quelle correnti, perfino nei rami più secchi e stagnanti, dove il fondo è verde e l’odore sembra di muffa. Dove tutto è legato allo scorrere del tempo, dell’acqua, del pensiero, della memoria. Una proiezione della propria mente.Anche nelle sere invernali e dipinte di nebbia, dove nemmeno si riesce a intravvedere la riva, si avverte la sua silenziosa presenza – il fiume della coscienza - dove tutto è avvolto da una spettrale irrealtà, dove il tempo sembra respirare più lentamente e dove salgono dal terreno voci di altri, che hanno parlato, sospirato, cantato prima di noi.E’ l’irrealtà del luogo a rendere tutto così autentico, a coprire tutto col suo mantello, a nascondere l’apparenza che riesce spesso a far perdere l’orientamento.Un fiume irreale per la mia mente, è lì che vorrei nuotare, lì che vorrei disperdermi.
- scritto da Zurika 16:15 | commenti (1) -


sabato, 28 dicembre 2002

  Capita, no?, di sentirsi osservati - anche se siamo soli, capita di sentirsi addosso uno sguardo muto.Credo che siano gli occhi degli spettatori.Ci sono sere in cui la luce è talmente artificiale e la realtà così fragile,da farmi pensare che tutto non sia altro che la scenografia di un teatro, di cui anch'io, mio malgrado, faccio parte. Ecco che certe sere riesco ad avvicinarmi alle cose tanto da sentire l'odore del cartone di cui sono fatte, e della vernice ormai non più fresca che le ricopre.Se soffiassi forte, crollerebbe tutto, forse.Vedo marionette entrare in scena- conoscono bene la loro parte- farle girare su se stesse sarebbe un buon modo per ingarbugliarne i fili..... anch'io magari sono un inconsapevole burattino - forse i miei fili si sono staccati, forse ho tirato troppo...C'è polvere ovunque - sui tetti delle case, sul tavolo della cucina e sulle mie mani - che mi impedisce di toccare la realtà.C'è odore di cartone - anche bendata lo riconoscerei.Vorrei avere un paio di forbici per recidere tutti i fili...
- scritto da Zurika 21:38 | commenti -


giovedì, 26 dicembre 2002

  Una prigione invisibile. Impercettibile, sfugge alla nostra attenzione. Una prigione per la nostra mente.Credo che tutto stia nel saperla riconoscere. Una gabbia che limita il nostro pensiero, costruita a poco a poco da noi stessi. Ma perchè? Forse nel tentativo di creare delle scorciatoie mentali, per non dover ogni volta pensare, analizzare la situazione, chiedersi come agire, quale giudizio esprimere. E' pigrizia del pensiero?Difficile sciogliersi da queste briglie, rompere gli schemi.......perchè siamo noi lo schema.Accorgersi di essere in una prigione, è un po' come guardare per la prima volta la città dall'ultimo piano di un grattacielo.Tutto ciò che avevamo sempre visto come certo diventa di colpo relativo.Liberarsi dalle catene del pensiero è una strada stretta e in salita, ma credo sia meglio arrivare in cima esausti piuttosto che restare schiavi di se stessi in una gabbia tanto invisibile quanto solida.
- scritto da Zurika 12:28 | commenti (1) -


venerdì, 20 dicembre 2002

  ...scivolo nella notte indisturbata, come l'acqua che si insinua nelle crepe di un muro.Un vortice mi abbraccia e mi trascina giù, silenzioso. Il mio viso si deforma, sento una goccia che si insinua nelle crepe della mia mente....Veglio sulla notte come l'acqua di un lago, e come uno specchio muto rifletto ciò che vedo nel buio di un cielo senza luna.Accompagno Morfeo nei vortici del mio pensiero, consapevole che presto arriverà la luce appiccicosa del giorno a incollare ogni mio respiro.
- scritto da Zurika 00:21 | commenti -


giovedì, 19 dicembre 2002

  .................................................ci sono giorni ....... in cui.......mi sembra quasi ........... ... di essere fatta di puntini ............disegnati a matita .................. che tutto intorno ..........si disperdono nello sfondo ....................................
- scritto da Zurika 00:02 | commenti -


mercoledì, 18 dicembre 2002

  Respiro il grigio dell’aria di Milano... non potrebbe che essere così, all’ora di punta. E’ il caso di tornare a casa – mi dico. Sono stanca. Molto.In metropolitana tento di leggere il giornale, ma le parole si mischiano, cambiano di posto all’improvviso...uff....Ecco che il treno si ferma. E sta fermo – e non riparte – siamo in una galleria – e non si rimette in moto... il tempo passa, e noi siamo ancora quaggiù, fermi....Il tizio di fianco a me sta stritolando una lattina vuota – un rumore insopportabile. La signora di fronte mastica un chewing gum con la bocca aperta – l’uomo in fondo sbadiglia . E non riparte...........e quel rumore di lattina che si attorciglia su se stessa...La carrozza è illuminata da una luce che rendo tutto artificioso. Dal finestrino, si vede solo la parete della galleria....Chissà come sarebbe restare fermi qui – per sempre magari – vivere in questo posto, sotto la città, in un cunicolo, in un antro di galleria. Qualcuno vive in posti così – mi dico. Quei bambini di Bucarest, per esempio. Sono solo bambini soli – e vivono nelle fogne, nei sotterranei, chissà – mi chiedo – quei bambini... e quel ragazzo, quel clown – si chiamava Miloud – che li ha salvati..... lui è sceso in quei sotterranei, ha insegnato loro il mestiere di clown, e li ha portati alla luce... E io – io – io sto qui..... a lamentarmi di ‘sto treno e di ‘sta lattina........
- scritto da Zurika 00:08 | commenti -


lunedì, 16 dicembre 2002

  Può darsi che ciascuno di noi abbia un lato segreto, da tener nascosto anche a se stessi. Io credo di esservi entrata: era un castello medievale su una collina, all'interno molte scale - scale che salivano, scale che scendevano, fino ai sotterranei. Ho scelto di prendere questa seconda via; mi sono inoltrata verso quella sfumatura color lucebuio che diventava sempre più oscura man mano che scendevo i gradini. Nel buio sentivo un odore di muffa, come quello di una vecchia cantina, ma il mio naso avvertiva anche qualcos'altro - un fetore, direi - che proveniva da dietro una porta. L'ho spalancata, ed ecco la cruda scena che mi aspettava: un corpo massacrato, spezzettato, a brandelli, che insanguinava il pavimento e le pareti, e un uomo colto di sorpresa che reggeva una lama affilata, avvolto in un mantello oscuro... Mi hai visto e sei fuggito - vile, vuoi nasconderti, eppure ci conosciamo bene - ti inseguo, ti voglio guardare negli occhi. L'uomonero correva su per le scale, e io dietro, finchè, abbagliata dalla luce del giorno, l'ho perso di vista - occhi ciechi, non potrebbe essere diversamente!In cima al castello cosa mi aspettava? un cavallo alato, come nelle fiabe. Senza briglie nè redini l'ho cavalcato, fino a guardare il mondo da un punto così alto, che niente mi avrebbe potuto raggiungere...Tutti abbiamo un lato oscuro - ed uno solare, che mai si incontrano, mai si parlano... a volte vorrei unirli, ma sembrano non ascoltarmi... forse è questa la loro natura.
- scritto da Zurika 21:50 | commenti -


sabato, 14 dicembre 2002

  Scambi di opinioni, di idee. Assimilare un parere, essere d'accordo con una persona, un'amica, che magari propone un nuovo modo di vedere la situazione, o semplicemente riesce ad esprimere a parole ciò che non si riusciva a dire o a pensare coscientemente. Lei parlava, e mi sembrava di mangiare le sue parole, di sbriciolarle, di masticarle, di digerirle. Le vedevo mentre mi entravano in circolo, mentre, all'interno del mio corpo, si andavano a inserire nelle mie cellule, nel mio cervello, nel mio pensiero. Lei mi sembrava illuminata mentre parlava! E sentivo scattare qualcosa nella mia testa, mentre ascoltavo, come vedere tramite il suo discorso ciò che prima era oscuro. Parti di pensieri di altri, macinati, rielaborati. Sono miei, ora sono io. Frammenti, idee, modi di essere, di agire, di parlare, ritagli di esperienze di altri. Di quanti pezzetti di persone sarò fatta? Persone che lasciano un segno del loro passaggio, anche lieve, anche impercettibile. Ma posso io dunque decidere cosa fare mio? O anche le persone che non mi piacevano hanno lasciato una parte di sé? Forse sì, forse nascosto da qualche parte c'è un rimasuglio di qualcuno da cui in realtà cercavo di prendere le distanze. no, no, no, non voglio essere una spugna che assorbe in modo passivo!! Ma allora anche parti di me saranno sparse ovunque, rielaborate, riviste, mangiate da qualcun altro? A pensarci bene è affascinante - pensare di poter vivere anche attraverso gli altri.
- scritto da Zurika 13:10 | commenti (1) -


venerdì, 13 dicembre 2002

  "Realtà: cosa vera, concreta, complesso di cose concrete, in opposizione alle cose immateriali, non tangibili. La qualità di essere reale, cioè di esistere effettivamente, e di non essere soltanto apparente o immaginario o possibile".Pensavo all'assenza. Di qualcosa, di qualcuno. La cosa più semplice che mi salta alla mente è una fotografia in bianco e nero: evidente la mancanza di colore. Guardare un film senza audio. Aspettare qualcuno che non arriva.Può l'assenza diventare reale? un posto vuoto a tavola, un vestito usato,una parola non detta. Uno sguardo che non incroceremo. Il niente che ne deriva diventa quasi concreto, quasi... non dico reale, ma addirittura materiale, sembra di poterlo toccare, di sentirne lo spessore, a volte. Un vuoto nella mente. E' qualcosa di vero, concreto, esiste effettivamente? E se fosse realtà solo per me, significherebbe che quindi non è reale?Il confine tra due opposti forse è l'unica cosa che non ha senso di esistere.
- scritto da Zurika 00:30 | commenti (2) -


mercoledì, 11 dicembre 2002

  Scorgo un angolo di mondo dalla finestra di casa: un giardino, un cancello,una strada asfaltata.Un uomo cammina lungo il marciapiede, avvolto in un sottile mantello di nebbia.Osservo la scena, il momento.Il presente non è altro che una parola in un enorme libro. Se liberassi il mio pensiero, potrei forse scorrere indietro qualche pagina... potrei veder scomparire la casa in cui mi trovo, e con essa il giardino e il cancello: solo file di pioppi coltivati, ordinati intorno a me, che resto immobile, guardandomi intorno, facendo silenzio.Un bambino in bicicletta mi sfreccia accanto... ma mi avrà visto? Raggiunge i suoi compagni che lo aspettano con i grembiuli e le cartelle in spalla...forse la scuola è finita. Una leggera folata di vento li accompagna fuori scena, e disgrega l'asfalto della strada lasciando un bruno terriccio. Le case di fronte diventano quasidi cartapesta, si accartocciano e si spezzettano a formare un morbido prato... riesco a vedere l'orizzonte... ora ricordo che anche da piccola riuscivo a vedere in lontananza delle luci, di sera. Lentamente sorge il sole, e vedo i pioppi ordinati piegarsi, quasi inchinandosi, e compostamente ritirarsi, cedendo il posto ad arbusti incolti e ortiche. Sento un fruscio, un movimento di vita animalesca tra le foglie secche dietro i cespugli; odo voci in lontananza. Cacciatori? Partigiani? chi lo sa...Tutto attorno a me si muove, le nuvole, la vegetazione, il suolo su cui mi trovo...vedo ombre di uomini arrivare, passarmi accanto senza vedermi, e proseguire per la propria strada. Un bagliore, un incendio, una battaglia -vinta o persa - mi gira un po' la testa. Dove andavano quelle ombre? Quante persone, quante forme di vita sono passate da qui? - non sono riuscita a contarle - mi hanno lasciato il loro odore nelle narici; forse, la loro ombra è la mia ombra....Non potrei staccarmi da loro nemmeno se volessi. Richiudo il libro, pensando al susseguirsi concatenato - - q u a s i  s p o n t a n e o - - delle parole...
- scritto da Zurika 00:10 | commenti (1) -


lunedì, 09 dicembre 2002

  Camminare, correre, viaggiare, vedere, cercare, capire, pensare, immaginare… queste sono le prime parole che mi hanno pizzicato, stamattina, mentre uscivo dal guscio della notte.Vorrei sempre aver chiaro davanti a me che l’essenziale è la ricerca, il viaggio, il progetto da portare avanti. Non importa se la meta verrà raggiunta o meno, ciò che conta è poter continuare a viaggiare: il percorso in sé è il vero obiettivo.Se un giorno il mio pensiero si dovesse addormentare, se si adagiasse per comodità tra l’ovatta accogliente di questa casa di bambole insonorizzata di cui tutti facciamo parte, ecco… vorrei che qualcuno mi venisse a svegliare, e mi scrollasse dal torpore -Apri gli occhi, non lasciarti ingannare, non lasciarti assopire, la realtà è altrove... devi ripartire, graffiare, scalfire la parte esterna delle cose!- questo vorrei sentirmi dire.Ci sono persone che per un momento ti fanno respirare, riemergere – magari senza saperlo ti hanno fatto piangere, commuovere, o sorridere – lasciando un’orma sul tuo stesso percorso, o indicandoti una direzione. Ti hanno permesso di guardare il mondo attraverso i loro occhi.... anche questo è togliere un po’ di quella crosta che ricopre la realtà.Esorto chiunque volesse, ad esternare il proprio punto di vista –sussurrato, gridato, in/sensato- anche in questa stessa pagina.
- scritto da Zurika 22:05 | commenti -


venerdì, 06 dicembre 2002

  Penso che i colori abbiano un significato.Il nero è il colore che stamattina la mia amica ha scelto dal suo armadio per avvolgere il suo corpo. Quel maglione era così nero-nero, che mi pareva fosse l’esempio della pura assenza di colore, mi pareva un ritaglio dello spazio infinito.Guardandolo, mi sembrava che il vuoto mi chiamasse, sentivo quasi di cadere in quel nero, di tuffarmi in un luogo senza luogo, in un non-luogo, dove niente esiste, nemmeno il colore.Come correre di notte in un campo, in un prato deserto, lontano dalla città, senza luci, senza suoni... senza corpo, magari.Essere solo una mente pensante, e muovermi, camminare, correre, correre...verso destra, no!, verso sinistra! -ma la destra e la sinistra coinciderebbero?- e poi fermarmi. E guardarmi intorno.........ma sarei proprio sicura di esistere?Forse no. Forse sarei solo un pensiero, che vaga nello spazio........Mi sono aggrappata a una stella –o era un bottone di madreperla?- e sono uscita dal maglione, per preparare il primo caffè della giornata.
- scritto da Zurika 00:24 | commenti -


giovedì, 05 dicembre 2002

  Penso che i colori abbiano un significato.Il nero è il colore che stamattina la mia amica ha scelto dal suo armadio per avvolgere il suo corpo. Quel maglione era così nero-nero, che mi pareva fosse l’esempio della pura assenza di colore, mi pareva un ritaglio dello spazio infinito.Guardandolo, mi sembrava che il vuoto mi chiamasse, sentivo quasi di cadere in quel nero, di tuffarmi in un luogo senza luogo, in un non-luogo, dove niente esiste, nemmeno il colore.Come correre di notte in un campo, in un prato deserto, lontano dalla città, senza luci, senza suoni... senza corpo, magari.Essere solo una mente pensante, e muovermi, camminare, correre, correre...verso destra, no!, verso sinistra! -ma la destra e la sinistra coinciderebbero?- e poi fermarmi. E guardarmi intorno.........ma sarei proprio sicura di esistere?Forse no. Forse sarei solo un pensiero, che vaga nello spazio........Mi sono aggrappata a una stella –o era un bottone di madreperla?- e sono uscita dal maglione, per preparare il primo caffè della giornata.
- scritto da Zurika 22:09 | commenti -



  ...me lo sarò immaginato, che l’uomo allo sportello del parcheggio mi abbia sorriso, stamattina, quando gli ho detto che la mia tessera-abbonamento non funzionava? Solitamente è così scontroso!Può darsi che io fossi ben disposta verso il mondo oggi, e che in qualche modo lui abbia avvertito il mio stato d’animo e ne sia rimasto contagiato?Ciascuno di noi può “influenzare” gli altri anche così, senza intenzione?Nel tardo pomeriggio sono stata colta da una fame molto vivida; sono uscita dal mio loculo, diretta verso il bar di fronte, e, mentre attraversavo la strada, ho notato che qualche grandioso pittore aveva dipinto il cielo, tra gli opachi palazzi di Milano, di una luce azzurro-rosa che si rifletteva anche sulle pozzanghere...mi ci rispecchiavo forse anch’io...Quanto tempo sarò rimasta in quel bar? tre minuti, quattro? ...sono uscita, e lo spettacolo era già terminato, il sipario calato.... gli attori avevano deposto i costumi di scena, il grigio-palazzo aveva contagiato lo squarcio di cielo. Ma, allora... tutto è un attimo, un breve istante? Un giorno, mentre correvo all’impazzata, ho voltato l’angolo e mi sono imbattuta in un pittore, che aveva dipinto lo stesso cielo che avevo visto io... infinitamente lo ringrazio per quell’emozione. Lui è Luca, che sbriciola dal suo divano ebbro. http://luke.splinder.it 
- scritto da Zurika 00:48 | commenti -


mercoledì, 04 dicembre 2002

  Chi è Zurika? Zurika è una bambina di 8 anni che si immagina di essere una zingara, anzi, una trovatella allevata dagli zingari, in Russia, nel 1982... Zurika cerca di conoscere il suo destino attraverso le carte, è nervosa, inquieta, si chiede perchè mai sia capitata proprio in quel corpo, in quel cervello, in quell’accampamento di nomadi, in quella vita!Alla prima occasione fugge da chi l’aveva trovata e allevata, per inseguire qualcosa, se stessa, un ideale - chi lo sa - e si esibisce in uno spettacolo, in un circo, divenendone l’attrazione principale... dunque il suo destino è cambiato?Lei non si sente diversa, forse è tutta un’illusione, forse lei si è immaginata il circo, i clown, gli applausi del pubblico, il frastuono delle voci... pensa che forse si tratti solo di un futuro possibile, sbirciato da una sfera di cristallo, o forse di una vita passata di cui sente remoto il profumo... ma pensa che in fondo in fondo la realtà esterna non esista e non possa toccarla, e forse nemmeno lei è reale! Oggi, nel 2002, il campo di nomadi esiste ancora.... gli zingari sono là, li vedo, mi chiamano, mi fanno cenno di tornare.... anche se gli anni sono passati, sanno che Zurika è rimasta bambina. Allora mi chiedo: è necessario trovare un legame con il proprio passato per sentirsi sempre se stessi? Nel mio caso probabilmente sì, ma per questa notte lascerò che la mia mente vaghi alla ricerca di una risposta migliore.... (Ah, se qualcuno trovasse in qualche antro della sibilla una copia dell’opera teatrale originale di Romolo Corona, please, me lo faccia sapere...)
- scritto da Zurika 00:49 | commenti (1) -



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