|
zurika
|
|||||||||||||||
|
giovedì, 30 gennaio 2003
Succede sempre così, che quando pensi di essere arrivata ad un punto fermo e saldo, sul pianerottolo in cima alla scala che hai impiegato così tanto tempo a salire, ecco che accade qualcosa che ti fa dubitare di aver percorso tanta strada e di esserti allontanata dal punto di partenza. Un richiamo dal passato, che so... la notizia che ad una persona a cui hai voluto bene - a cui vuoi bene - sta succedendo qualcosa di spiacevole, di tremendo, per esempio... Ecco allora che di colpo perdi tutti i tuoi riferimenti "attuali", ecco che ti rendi conto che, mentre pensavi di essere cambiata, di aver posto un confine tra il prima e il poi, mentre credevi di non essere più la stessa persona di prima, mentre pensavi al tuo passato come ad una storia di qualcuno raccontata da altri...ecco che improvvisamente vieni come risucchiata all'indietro, e la distanza temporale che separa la te stessa di adesso dalla te stessa di prima risulta ridicola... Ora il tuo animo è andato a toccare quella persona, ad abbracciarla, a dirle qualcosa (c'è sempre qualcosa da dire?), a dirle che forse per te non appartiene solo al passato - come se il passato fosse quasi un mondo parallelo - a tentare di rinvigorire un legame che poteva sembrare sbiadito... I ricordi riescono bene, nella loro fulmineità, a distruggere il tempo... il tempo che è trascorso. Riescono a farti essere adesso ciò che eri prima, come se il passato altro non fosse che un eterno presente, come se io non potessi, in fondo, allontanarmi molto dalla me stessa di ieri. Forse il tempo è solo nella mia testa, in realtà non esiste, e quelli che io interpreto come miei "cambiamenti" in realtà sono sfaccettature di me che si danno il cambio... No, no, no. ...la verità è che io sono ciò che sono adesso anche perchè quella persona è esistita nella mia vita e io nella sua, perchè lei ha messo un mattone in me e io (forse) in lei. Buonanotte. - scritto da Zurika 23:00 | commenti - mercoledì, 29 gennaio 2003 ...ma poi, perchè si crede nel destino? Razionalmente, sarebbe qualcosa che limita all'infinito la libertà umana, una sorta di labirinto da cui sembrerebbe impossibile uscire, anzi, sarebbe un po' come essere una pedina di plastica nel gioco dell'oca... ...ci va male qualcosa e, per sentirci meglio, diciamo "è destino"; parliamo di una persona che non vediamo da tempo, e subito dopo la incontriamo... "è una coincidenza strana, è destino", e non stiamo a contare tutte le volte in cui abbiamo pensato ad una persona e non l'abbiamo incontrata... Abbiamo studiato tutto il libro, e il professore ci chiede quell'unica cosa - proprio quella - che non sappiamo... "è inutile accanirsi, era destino non passare l'esame"... Proprio non accettiamo il fatto che tutto possa accadere per caso, che tutto sia indifferente, ci chiediamo perchè, tra tutte le possibili combinazioni, si sia verificata proprio quella, pensiamo che ci debba essere un motivo, non possiamo credere che davvero niente abbia una sua logica... Non possiamo pensare che la vita non abbia un senso, che "io" sia frutto della più totale casualità, che tutto ciò che ci accade sia completamente privo di una sua finalità. "Uno scopo ci deve essere!" pensiamo, è quasi contro la natura umana credere che il mondo giri vorticosamente a vuoto, e l'immagine di una mano misteriosa che accompagna i nostri passi ci consola. Credere che ci sia Qualcuno che ci guidi, a nostra insaputa, verso una specifica meta a noi oscura, da la sensazione di cullarsi su un dondolo scaldato dall'ultimo sole di un tardo pomeriggio di fine estate. Qualcuno per il quale - nel bene o nel male, nella fortuna come nella malasorte - noi siamo o siamo stati importanti, tanto importanti da riservarci questo o quel finale.... ...e se non fosse così? Se non ci fosse un ordine nelle cose? nemmeno un tracciato da seguire, nemmeno uno scopo, nemmeno un destino creatosi da sè, così, anche senza una Mano divina... allora, saremmo noi a dover dare un senso alla vita, alle nostre azioni? Non so, esisterebbe magari una libertà, così? e a cosa servirebbe? - scritto da Zurika 00:40 | commenti - martedì, 28 gennaio 2003 Troppo spesso, nel tentativo di afferrare il senso di tutto ciò che mi circonda, arrivo mio malgrado lontana mille miglia, dalla parte opposta. Percorro strade talmente curve da sembrare perfettamente diritte, e, nell'illusione di proseguire, mi ritrovo invece a ripercorrerle come se fossi su un incessante disco in vinile che emette sempre la stessa canzone. Inutile invertire la direzione, sempre e comunque compio lo stesso percorso. L'istinto mi indica nuovi lidi lontani... miraggi in un deserto che cambia forma mano a mano che mi ci inoltro. Mi chiedo se effettivamente un libero arbitrio abbia posto per esistere. Più tento di sfuggire al copione già scritto, più mi ritrovo ad essere un inconsapevole ruolo già recitato. L'altra notte (stavo per addormentarmi) i latrati del mio cane mi hanno svegliato completamente. Abbaiava contro qualcosa che si trovava oltre le sbarre del cancello. Sono scesa in strada, e ho visto che si trattava di una gallina. Ho tentato di prenderla per riportarla nel cortile da cui era uscita, ma lei, spaventata, scappava. Così, nel tentativo di salvarla dalle zanne del mio cane onnivoro, ho tentato di sospingerla il più lontano possibile. Ecco. Lei si è talmente spaventata che ha improvvisamente corso a gran velocità proprio proprio in direzione del mio cane (che non aspettava momento migliore), oltrepassando anche le sbarre del cancello..... Ho udito un ultimo verso indefinito, e nel giro di pochi istanti non è rimasta nemmeno una piuma di quella gallina.......... .......il paragone con i miei quotidiani tentativi di salvare un frammento di vita VERA non potrebbe essere più calzante. - scritto da Zurika 00:20 | commenti - sabato, 25 gennaio 2003 Lentamente vengo sospinta in un tunnel – neanche me ne ero accorta! E’ leggermente in discesa – sembra una galleria scavata dai minatori. Inizio a prendere velocità, e più accelero, più il tunnel si restringe. Mi sembra di sentir respirare le pareti. Anzi, le sfioro con le mani. Ora con tutto il corpo. Fa male, è tutto così ruvido! Mi graffio, sanguino. Le pareti cercano di prendermi con i loro artigli – o forse sono appigli a cui aggrapparsi – allora sono io che sto viaggiando troppo velocemente in questo tubo color arancione... Una dolce melodia mi accompagna – mi sembra di mangiarla – io la seguo, mi lascio trascinare. Le ferite aumentano, ma la vita è troppo fugace per poter rallentare, anche solo per respirare – io forse non sono ancora nata nemmeno – ma devo proseguire, fare in fretta, rotolare, cadere – cercare di arrivare fino in fondo. Nascere. - scritto da Zurika 16:20 | commenti (3) - mercoledì, 22 gennaio 2003
Pig Pen!
- scritto da Zurika 11:34 | commenti - lunedì, 20 gennaio 2003 Il grottesco mi accerchia. Pensieri altrui mi sfrecciano accanto, talmente veloci da non poterli afferrare, talmente rapidi da spostarmi i capelli. Bocche che ridono energicamente, ma senza appartenere a nessun viso. Solo bocche. Separate dal resto. E occhi, che scivolano, che osservano il nulla, anzi, lo creano. Ritagli di facce, difficile ricostruire il mosaico, dovrei fare un passo indietro per riuscire ad accostare i pezzi in una visione d’insieme. Ho letto proprio oggi che al di fuori del Sistema Solare ci sarebbe una sorta di nube di detriti, che forma un “guscio” di frammenti spaziali, circondando il nostro Sistema. Forse sono gli stessi frammenti che racchiudono – o che rivestono – la realtà quotidiana! E’ possibile che la stessa nube si sia posata sulle cose, sulle persone, oppure.... forse.... è semplicemente intorno a me, e perciò mi segue ovunque! Un guscio di detriti. Che si sposta insieme a me. ...mi ricorda quel personaggio dei fumetti di Snoopy circondato perennemente da una nube di polvere...... ecco, forse, se mi “lavassi”, sparirebbe........ (.....ma come si chiamava??) - scritto da Zurika 23:28 | commenti (3) - sabato, 18 gennaio 2003 Tutto cambia in maniera repentina. Eppure sembra sempre tutto uguale. Forse tutto resta così com’è, e sono io a cambiare. Oppure...oppure tutto cambia, ma io sono sempre troppo uguale a me stessa per accorgermene. Forse tutto è cambiato da tempo, ma i miei occhi sono legati alla mia memoria, che è l’unica cosa che riescono a vedere. Perchè si cerca un legame con il proprio passato per sentire di essere sempre uguali a se stessi? Perchè ci si rispecchia nello sguardo di un’altra persona con la quale si è condiviso un pezzetto di strada? -STRADE- Che forse non hanno una fine. Magari è proprio così: “io” non sono solo io, ma io + tutte le persone con le quali sto camminando. - scritto da Zurika 21:49 | commenti (4) - giovedì, 16 gennaio 2003 Non ho voglia Di pensare a come sarò domani. A cosa potrei essere - o non essere - a dove sarò. Non ho voglia di ascoltare un discorso noioso o non interessante. Di guardare la televisione. Di parlare di politica. Non ho voglia di andare di fretta. Di fare qualcosa solo per assecondare qualcuno. Di non fare qualcosa solo perchè qualcuno non sarebbe d'accordo. Di scrivere un pensiero compiuto e sensato. Di litigare. Di comprare un paio di scarpe solo perchè sono di moda e non c'è alternativa; di tagliarmi i capelli. Non ho voglia di dare spiegazioni. Di parlare coniugando correttamente i verbi. Di ridere ad una battuta che non fa ridere. Di abbassare il volume. Di non farmi sentire. Non ho voglia di addormentarmi senza aver prima letto i fumetti. Di stendere un elenco di cose che ho voglia di fare. Di essere gentile con chi è stato scortese. Non ho voglia di ridere anche se sono triste, di parlare se non ho niente da dire. Di essere diversa da me stessa. Non ho voglia di non essere io. - scritto da Zurika 10:33 | commenti (6) - mercoledì, 15 gennaio 2003 Non ho vogliadi pensarea - scritto da Zurika 23:32 | commenti - martedì, 14 gennaio 2003 Se potessi vedere il mondo da mille angolazioni diverse nello stesso momento, forse avrei una vaga idea di quale forma abbia la realtà? “Le persone, “Sono la delusione di un - scritto da Zurika 17:35 | commenti - lunedì, 13 gennaio 2003 Insonnia. Il corpo stanco, stanchissimo, e la mente fresca, come appena rinata, come se, finalmente, nel silenzio notturno, fosse libera di gridare, e di nuotare in quel blu. Ricordo di aver visto un film quando ero a scuola, in cui il protagonista si poneva un quesito che poteva suonare così: "Se mi tagliassero un braccio, direi io e il mio braccio; se mi tagliassero una gamba, direi io e la mia gamba; se mi tagliassero la testa, dire io e la mia testa, o io e il mio corpo?". Nuotare in un blu-notte, dove il tempo sembra sospeso, arrivare al confine tra il buio e la luce, e sentire che per un istante sono un tutt'uno, che può forse esistere un punto di unione, accorgersi con sorpresa che per un breve intervallo di tempo SONO la stessa cosa, anzi, sono ENTRAMBE le cose CONTEMPORANEAMENTE....... - scritto da Zurika 21:40 | commenti - domenica, 12 gennaio 2003 Stringiti a me, amica mia Notte. Quando arriverà il giorno, ci troverà impreparate, e tutto ci sembrerà salato allora. Il sapore delle cose, i biscotti a colazione, l'acqua che sgorga dal rubinetto del bagno, l'asfalto là fuori. Salato. Tu sola puoi farmi vedere il resto senza bisogno di luce... Avvolgimi di buio, lasciami correre al tuo fianco come quando ero una bambina, ed io getterò una nota di tempera azzurra sul domani. Gioca con me, amica Notte, apriamo le porte del Nulla che contiene il mondo e l'universo, e potremo andare dovunque, indisturbate. - scritto da Zurika 01:20 | commenti (2) - sabato, 11 gennaio 2003 Meglio inseguire un'utopia o restare immobili nella consapevolezza che sia impossibile raggiungerla? Sono entrambi comportamenti sciocchi? Spesso vacilliamo da un estremo all'altro nella speranza di uscire da un labirinto in chiaroscuro, dove non si intravvede la via da percorrere. La soluzione può essere dentro di noi, forse. Forse essere spinti da una parte o da quella opposta è l'espressione di un conflitto interiore che alla fine non ci permette di muoverci. Il bianco e il nero sono dentro di noi, e sono inconciliabili. L'utopia è volerli fondere in un grigio inconsistente, credo. I miei occhi dipingono ogni giorno il mondo - e gli altri - di bianco, di nero, di profilo, dal basso, dall'alto, da lontano o da vicino, ma quello che continuo inesorabilmente a vedere, purtroppo è un riflesso di me stessa, è ciò che voglio vedere... E' possibile assaporare un qualsiasi cibo senza che debba passare necessariamente dalla mie papille gustative? - scritto da Zurika 19:00 | commenti - lunedì, 06 gennaio 2003 Capita, no?, di sentirsi osservati - anche se siamo soli, capita di sentirsi addosso uno sguardo muto. Credo che siano gli occhi degli spettatori. Ci sono sere in cui la luce è talmente artificiale e la realtà così fragile, da farmi pensare che tutto non sia altro che la scenografia di un teatro, di cui anch'io, mio malgrado, faccio parte. Ecco che certe sere riesco ad avvicinarmi alle cose tanto da sentire l'odore del cartone di cui sono fatte, e della vernice ormai non più fresca che le ricopre. Se soffiassi forte, crollerebbe tutto, forse. Vedo marionette entrare in scena- conoscono bene la loro parte- farle girare su se stesse sarebbe un modo per ingarbugliarne i fili..... anch'io magari sono un inconsapevole burattino - forse i miei fili si sono staccati, forse ho tirato troppo... C'è polvere ovunque - sui tetti delle case, sul tavolo della cucina e sulle mie mani - che mi impedisce di toccare la realtà. C'è odore di cartone - anche bendata lo riconoscerei. Vorrei avere un paio di forbici per recidere tutti i fili... - scritto da Zurika 18:58 | commenti - Una prigione invisibile. Impercettibile, sfugge alla nostra attenzione. - scritto da Zurika 18:18 | commenti - |
pensieri stracciati e poi incollati archivio oggi --- 2005 --- --- 2004 --- --- 2003 --- --- 2002 --- ultime foto
I miei link: » Rugiada |
||||||||||||||