zurika
       
  lunedì, 29 settembre 2003

 

Pulizie autunnali

Quando il Bezerker ha lanciato l'idea, ho pensato "Seee, ma il Parco del Ticino è pulito non ci sarà poi così bisogno di raccogliere i rifiuti...", povera ingenua...
Così ieri ci siamo dati alle pulizie, con sacchi, guanti e attrezzi vari, per le campagne e le spiagge del Ticino...
E mi sto ancora chiedendo come si possa gettare nei boschi un lavandino, un wc, un televisore, dei pneumatici di auto e biciclette, ah... un' auto vera e propria (!), i resti di un cinghiale macellato, una quantità industriale di bottiglie di plastica e vetro, lattine, pacchetti di sigarette... insomma l'ignoranza della gente non ha davvero limiti... abitavo di fianco a una discarica e nemmeno me ne ero accorta...
:°°(






- scritto da Zurika 10:56 | commenti (7) -


giovedì, 25 settembre 2003

 

Leggerezza d'animo e sorrisi dipinti di blu con una bomboletta spray.
E la sensazione di portare in giro il mondo in un lenzuolo oggi mi accompagna...




- scritto da Zurika 10:50 | commenti (5) -


mercoledì, 24 settembre 2003

  --Alcuni di voi dicono: "La gioia è più grande del dolore", e altri dicono: "No, è più grande il dolore".
Ma io vi dico che sono inseparabili.
Giungono insieme, e se l'una siede con voi alla vostra mensa, ricordate che l'altro è addormentato nel vostro letto.
In verità voi siete bilance che oscillano tra il dolore e la gioia.
Soltanto quando siete vuoti, siete equilibrati e saldi.--

[G.K.Gibran, Il Profeta]

Mi chiedevo, infatti, perchè ultimamente non riesco a dormire bene... buonanotte, in ogni caso.

- scritto da Zurika 00:16 | commenti (10) -


lunedì, 22 settembre 2003

 

Neanch'io forse sono brava a capire gli altri. Chissà quante volte e quante cose avrò sbagliato.
Però mi sembra di fare un sforzo, a volte, per riflettere su cosa possono provare gli altri. 
Ma a volte trovo persone che non sentono, che passano e vanno, che non si accorgono.
Che non mi guardano negli occhi, o se lo fanno, chissà cosa vedono... l'occhio e basta, probabilmente. Il mascara sulle ciglia, il verde dell'iride, o magari nemmeno quello.
Persone che si sono portate via un pezzo di me, e chissà dove l'hanno buttato, e che non sanno cosa provo e cosa penso, ma che comunque non saprebbero ascoltare nè tantomeno riflettere.
E di nuovo quella sbagliata sono io, e va bene così, anche questa volta.
Ma mi sembra di vivere in un mondo dove il suono non è previsto, dove c'è solo rumore e un brusìo di sottofondo che mischia i pensieri. Dove la gente balla anche senza musica. Dove basta fingere per sistemare le cose.
Magari sono così anch'io e nemmeno lo so.
Così, come quelli che non si ricordano di aver ferito, come quelli che se lo ricordano e alzano le spalle. O come chi non pensa che al proprio orticello.
Allora buon raccolto, non saprei che altro dire.











- scritto da Zurika 14:56 | commenti (13) -


venerdì, 19 settembre 2003

 

Le parole non bastano mai.
Non sono sufficienti, non servono a farsi capire, e a capire.
Ma non c'è un altro modo per comunicare?
Quando si parla, resta sempre qualcosa di non-detto, qualcosa che non si riesce ad esprimere o a cogliere nell'altra persona. E rimane una sensazione impalpabile di qualcosa che è in sospeso, quel dubbio, di essere stati fraintesi o di non aver saputo ascoltare ciò che stava dietro le parole.
A volte, come mi è successo stamattina, basta una frase per far involontariamente male a una persona.
Poi non ci sono più parole per "recuperare".
E non si capisce se l'errore stia in chi parla o in chi ascolta, o nella parola stessa.
Certo che è brutto quando dall'altra parte c'è qualcuno che non è interessato a sentire...










- scritto da Zurika 15:38 | commenti (4) -


mercoledì, 17 settembre 2003

 

Ieri mi chiedevo se in alcune circostanze valga o meno la pena di rischiare, di buttarsi in qualcosa di nuovo, che magari comporti una perdita.
Pensavo che finchè si è coinvolti, non si è abbastanza lucidi per capire da che parte in realtà si vorrebbe andare, non ci si accorge di quali siano le cose per cui valga la pena "vivere".
Intendo "vivere" non nel suo significato contrario alla morte, naturalmente, ma come contrapposto al "sopravvivere".
E pensavo anche che se io non avessi niente, ma niente-niente, allora sarebbe più facile decidere, più facile buttarsi, dato che non avrei nulla da perdere. "Se potessi distruggere tutto quello che ho..." - mi dicevo - "...le cose materiali, i legami con le altre persone, tutto ciò che mi lega, in qualche modo, a questo tipo di sopravvivenza, ecco che allora vedrei chiara la soluzione".
Beh, mi sono proiettata in quella situazione, e anche se è stato solo un momento, mi è piaciuto quello che ho visto.
E ringrazio quel momento, di per sè, che mi ha regalato un senso di appagamento, e che mi ha ricordato il passato, in una poesia di Cesare Pavese:

Verrà la morte e avrà i tuoi occhi

Verrà la morte e avrà i tuoi occhi
questa morte che ci accompagna
dal mattino alla sera, insonne,
sorda, come un vecchio rimorso
o un vizio assurdo. I tuoi occhi
saranno una vana parola,
un grido taciuto, un silenzio.
Cosí li vedi ogni mattina
quando su te sola ti pieghi
nello specchio. O cara speranza,
quel giorno sapremo anche noi
che sei la vita e sei il nulla.

Per tutti la morte ha uno sguardo.
Verrà la morte e avrà i tuoi occhi.
Sarà come smettere un vizio,
come vedere nello specchio
riemergere un viso morto,
come ascoltare un labbro chiuso.
Scenderemo nel gorgo muti.



























- scritto da Zurika 10:09 | commenti (24) -


sabato, 13 settembre 2003

  Sabato. Sera.
Niente musica, ho staccato la spina allo stereo, che tanto non funzionava neanche molto bene. E poi, forse, di musica ce n’è stata abbastanza ieri sera.
Hanno messo perfino Rock and roll dei Led Zeppelin. Ma non voglio parlare del fatto che mi abbiano tagliato via barbaramente il finale, che è la mia parte preferita.
Comunque, niente stereo, tv spenta, come al solito... a volte mi chiedo perchè l’ho comprata... a volte guardo qualche film in dvd o cassetta, e a metà spengo, massì, perchè mi sto talmente annoiando che inizio a pensare ad altro, e allora tanto vale.
Un’altra festa stasera, più tardi... e parole, e musica, e birra.
E se decidessi di stare qui e magari fare una cosa diversa? tipo... che ne so, andare in cantina e cercare i libri che non ho mai letto? Mi ricordo di certi libri, che a scuola ci costringevano (vanamente) a leggere, tipo The brave new world credo che si intitolasse, di Huxley, e chissà dove l’ho buttato, mi ricordo di essere arrivata solo fino al terzo capitolo, all’epoca.
Oppure potrei ripescare tutti i 45 giri di quand’ero piccola e riascoltarli col mangiadischi (sempre che funzioni ancora), e poi a mezzanotte prendere la bici e fare un giro per le strade deserte del paese...
Potrei prendere un foglio e disegnare.
Leggere i fumetti di Paperino.
Fare un tiramisù.
Scrivere qui sul blog un post lunghissimo, per ore e ore, finchè gli occhi non mi si chiudano e le dita non tremino... così, come esperimento, per vedere fin dove arrivo.
Oppure potrei decidere di mettermi le scarpe e uscire.
E andare a quella festa.
E’ che non ne vedo il senso.
I miei amici, certo. Loro.
E poi?
Devo passar la vita e i sabati sera in un modo così... banale, diciamo?
Sì, credo di sì.
E’ questo che voglio, in fondo, essere normale. E nient’altro.
E bere qualcosa di forte, però, per non ricordarmene.
Ma lasciamo stare, anzi, lasciate stare... fate finta che io abbia scritto E’ sabato sera, andrò ad una festa tra poco. Ieri sera mi sono divertita, hanno anche messo una canzone dei Led Zeppelin! Non sto facendo oscillare nervosamente le ginocchia. Non sto fissando il video masticando una Daygum protex e non sto tamburellando con le dita sul tavolo mentre penso a cosa vorrei o non vorrei fare stasera.
Basta, mi preparo, come solito... è come spegnere la tv, come staccare la spina allo stereo, come non leggere The brave new world. Mi preparo, ehh... un attimo, ho capito, adesso vado...

- scritto da Zurika 21:43 | commenti (6) -


lunedì, 08 settembre 2003

 

Voglia di non aver più voglia

Lasciar perdere, semplicemente.
Stanca di cercare e aspettare cose che non sono mai come vorrei, stanca di sforzarmi sempre di accontentare gli altri, stanca di inseguire persone che non si accorgono di quello che dico e che non mi capiscono comunque, stanca dei compromessi, sempre.
Voglia di non aver più voglia.
E' che credo che sia meglio stare seduta comoda in me stessa, finchè ritroverò poi la forza di sopportare il fatto di non esser capita, la voglia di incontrarmi-scontrarmi con qualcuno che intenderà le mie parole o le mie azioni come meglio crede, o che forse non ascolterà nemmeno.
Forse si può essere felici in questo modo. Forse chi ha deciso di essere se stesso si trova costantemente da solo… interiormente solo, intendo…
Mi si obietterà che ognuno di noi è solo, in fondo. Bene, meglio... almeno non dovrò più desiderare di non sentirmi così, se è una “conditio sine qua non” dell’uomo.
Oppure continuerò a sbagliare, a intestardirmi su una cosa che non esiste.
A credere, a immaginare, a vedere colorate anche le cose grigie.
Ma per ora, non ho voglia.











- scritto da Zurika 16:59 | commenti (16) -


giovedì, 04 settembre 2003

  Bello essere immersi nei propri problemi, bello stare male per questo e quell'altro motivo, e pensare che non c'è niente che vada per il verso giusto... tentare di risolvere le cose e non sempre riuscirci. E pensare alla propria irrequietezza (e amarla anche un po', in fondo) e cercare un senso alle cose, e non sempre trovarlo, e sentirsi assetati e non bere.
Non accontentarsi. E pensare che magari quel fondo di inquietudine tanto odiato prima o poi svanirà, e che tutto assumerà una nuova luce.
E quando alla fine ci si sente sfiniti da tutto questo pensare e da tutto questo annodarsi dello stomaco, e si decide di mandare tutto a quel paese, e di pensare che niente in fondo è un problema, che niente ci può in fondo disturbare più di quel tanto, che tutto comunque si risolve, che in fondo va tutto bene così com'è... come ci si sente? stanchi? tranquilli? o vuoti?
E poi? cosa c'è dopo?
Non posso pensare che la vita sia davvero solo tutta qui. Non mi sembra sufficiente.






- scritto da Zurika 09:42 | commenti (14) -


martedì, 02 settembre 2003

 

Offro virtualmente da bere a tutti, grazie mille per gli auguri!

 

 

 

 


 

 





- scritto da Zurika 12:22 | commenti (14) -


lunedì, 01 settembre 2003

  Sono in aereo e sto dormendo.
Sono su un aereo che precipita.
Solo che io dormo, perciò non ho voglia di svegliarmi, non ho voglia di aprire gli occhi e vedere che le cose non vanno bene, di rendermi conto che tutto sta precipitando.
Perciò mi rifugio nel sonno, chiudo gli occhi.
E penso che potrei non pensarci.
E non guardare, e non sentire.
E non vivere.
Poi mi sveglio da questo sogno –banale, se vogliamo, scontato, fin troppo chiaro- e non so come evitare di precipitare davvero









- scritto da Zurika 14:35 | commenti (11) -



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