zurika
       
  venerdì, 25 marzo 2005

 
Autobus numero 41.
Piazzale Maciachini.
Zona comasina.
Via Modignani.
Passo davanti all’ex Paolo Pini.
Una scritta a caratteri cubitali dice: “da vicino nessuno è normale”.
Due donne anziane parlano di qualcuno ricoverato al Paolo Pini che fingeva di ingoiare le pastiglie e che le avrebbe a poco a poco accantonate per poi prenderle tutte in una volta sola.
Non riesco a capire se il tentativo di suicidio fosse riuscito o meno, ma loro stanno ormai parlando dell’inefficienza delle infermiere.
Riapro il mio libro per continuare a leggere e noto che come segnalibro sto usando una di quelle cartoline che si trovano negli espositori dei bar.
La mia dice: “da vicino nessuno è normale”.
Al ritorno, l’autobus 41 si fa attendere 20 minuti.
Freddo. E ciclisti che mi passano radenti, sul marciapiede, scocciati del fatto che io sia lì ferma ad aspettare il 41 e ad ostruire loro il passaggio.
Proprio stanotte ho sognato il 41.
La cosa che mi colpisce durante la strada che percorre è che ad un certo punto passa parallelo a delle rotaie in disuso.
Vi sono auto parcheggiate trasversalmente, e l’erba è cresciuta intorno ai binari.
Ho sognato proprio le rotaie, e me ne ricordo proprio in quel momento, salendo sul 41.
Binari che non portano da nessuna parte.
Piazzale Maciachini che sembra non arrivare mai. Io che salgo su un treno, o su un tram, e la metropolitana che, fuori dal sotterraneo, all’aria aperta, come a Cascina Gobba, sembra il trenino che porta in giro i bambini durante le fiere di paese.
Passo davanti al supermercato sma che porta la scritta “astes.ni”, senza la “a”. E penso che lì stia la vera creatività, in quella A mancante, in quell’incongruenza che la nostra immaginazione prova a rielaborare. In quelle rotaie abbandonate divenute parcheggio per auto.
Ma lì, in quell’arrugginito tentativo della metropoli di ingrigire e degradare tutto ciò che la attraversa, ecco che mi sento a volte abbracciata e rasserenata dalla stessa sensazione che provavo da piccola nel cortile di mia nonna, di sdraiarmi al sole e riscaldarmi.
Di sentire qualcuno di fianco a me, anzi attorno a me, che mi suggerisce di non dare troppa importanza a quel grigio.
E mi sembra di guardare niente più di un film, da quel finestrino di autobus. Un film che se visto con distacco può essere anche piacevole.
Phone centre, centro estetico, rotaie in disuso, un altra testa (sensa apostrofo, negozio di parrucchieri), kebab, da vicino nessuno è normale, tutto a 1 euro, astes.ni, e infine la metrò linea gialla, dove è sempre inspiegabilmente acceso un doppio lampeggiante rosso, e poco distante si legge la scritta “con segnale attivato abbandonare la stazione”.
 
Abbandonare la stazione.
Ecco cosa potrei fare.
 

- scritto da Zurika 00:43 | commenti (2) -


giovedì, 17 marzo 2005

 

Un paio di foto della serata del 13 marzo al Thunder con i Valéry, tra corde del basso impazzite e pelli di casse che non reggono la potenza sonora...

13 marzo al Thunder

 


- scritto da Zurika 00:02 | commenti (1) -


sabato, 12 marzo 2005

 

Disallineamento

Il disallineamento che ho provato ieri era totale.
Completo, non lasciava spazio ad una possibilità di incontro tra le due parti.
Me e loro.
Il mio mondo e il loro, che percepivo come due sfere inconciliabili. Il contenuto andava anche un po’ perso, in questa diatriba, ma era una questione di “substrato”, di concepire la vita quasi come fosse votata ad una causa – che, neanche a dirlo, non sento per nulla mia.
Niente mi piace in tutto ciò.
Il dare per scontato che io la pensi in un certo modo.
Il non vedere oltre il proprio naso.
Il dire belle parole e il non accorgersi che in pratica se ne attuano altre.
E soprattutto, la mancanza di rispetto.
Mi sono accorta in questa vicenda, di non essere più una ragazzina, di avere delle esigenze, dei pensieri, delle convinzioni che non ammettono compromessi.
 

- scritto da Zurika 12:35 | commenti -


lunedì, 07 marzo 2005

 

Giornata solare. Cioè, solare dentro intendo. Ogni tanto ci vuole.
Credo che innaffierò le piante dell'ufficio, e poi stasera mi aspetta un aperitivo con le amiche ritrovate e ritornate dall'Australia... e la verità è che sento già il sapore di birra...
Ho trascorso un week end di vacanza a Cremona... o almeno, a me sembrava di essere in vacanza, tipo in qualche località di mare o cose così... e non sento più nessun senso di solitudine. Capita di incontrare situazioni che rispecchiano te stessa, e la sensazione era un po' questa.
Vorrei abbracciare tutti quanti.


- scritto da Zurika 14:33 | commenti (4) -


venerdì, 04 marzo 2005

 

...qualunque cosa uno faccia, ho come l'impressione che alla fine sia comunque solo.

 


- scritto da Zurika 09:51 | commenti -



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