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zurika
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mercoledì, 24 maggio 2006
Non erano ancora arrivati nell’ufficio, e già il direttore si sentiva in obbligo di dover rompere quell’imbarazzante silenzio.
Farfugliava cose qualsiasi, tentando in tutti i modi di accelerare il passo su per quelle scale fino alle sale del terzo piano, in modo che la permanenza del presidente fosse la più breve possibile.
Rideva delle proprie battute – o quelle che secondo lui erano tali – e annuiva ad ogni parola il presidente proferisse.
Come due nuovi ospiti, avevano bisogno di me per mandare le chiavi in quella toppa ed aprire la porta di luoghi invece stra-noti. Come due ambasciatori in visita in un paese straniero, gradivano che venissero loro fatti gli onori di casa, un copione talmente trito e ritrito da risultare ridicolo. Quasi penoso.
Entrando, il direttore tentava di fare conversazione, di intrattenere il “suo” presidente, e così, senza che quest’ultimo gli avesse chiesto nulla...
Direttore: “Sa, sono stato malato, ma ora per fortuna la febbre è passata... mi è rimasta solo questa fastidiosa tossina che non se ne vuole andare, così me la devo sopportare... Queste tossine sono talmente inutili e fastidiose che le devo per forza curare con pazienza...”
Io ero di spalle in corridoio e per fortuna non dovevo presenziare a questo cabaret.
Presidente: “Caro dottore, le tossine sono quelle dei veterinari, se lo lasci dire da un vero medico quale sono io!”
Il direttore imbarazzato “haha... sì... beh, certo, certo... si dice tossina perchè....”
Presidente, interrompendolo: “Lei provi a pensare a quando ammazzano il maiale, ad esempio”
Direttore: “sì certo”, ridacchiando.
Presidente: “Ecco, lei sa, quando devono ammazzare il maiale...” e iniziava ad assomigliare veramente, ad un maiale... stesso colore di pelle... stessi occhi... “sa, se il maiale è troppo agitato o se si è mosso troppo, quando lo ammazzano...” e in coro “Non è buono!”
Presidente: “E sa perchè? perchè aveva in circolo le tossine, magari aveva la febbre, e non è più buono per fare i prosciutti” Qua gli ho visto anche il naso, rosa, enorme con quelle narici suine...
Il direttore balbettava qualcosa di indefinito. Mi sembrava perfino più magro e più basso... forse si stava rimpicciolendo.
Ad un certo punto gli ho visto spuntare tra le mani una.. ghianda (?!)... Ma certo! era il protagonista dell’Era Glaciale!! Sì insomma, io non lo sopporto quel film, tantomeno quel roditore... che animale è? insomma, quello con quella ghianda.
E lui era uguale. Si sarebbe fatto travolgere da un suino pur di tenersi stretta quella ghianda.
Il presidente continuava a parlare del maiale e del sangue del maiale macellato, intercalando con i suoi “dia retta a me” e “caro dottore”. Invano gli chiedevo se per caso gradisse un caffè, come da copione (che magari lo avrebbe fermato!)
Finchè tra i suoi vaneggiamenti, il suino presidente mi dice: “Mi devi fare un caffè, bella!”
Bella?
Ho tuttora un lieve dubbio di aver forse capito male. Più che un dubbio, un’ultima speranza che qualcosa di intelligente ci sia, nella mente di animali antropomorfi che sono a capo di aziende e presidenti di società.
Ma credo che andrà delusa.
- scritto da Zurika 23:43 | commenti (2) - venerdì, 19 maggio 2006 UNA STANZA TUTTA PER ME - Ovvero, se Shakespeare avesse avuto una sorella A partire da Virginia Woolf, un monologo dedicato a tutte le donne che “fanno” letteratura o che vorrebbero “farla”. Questo il titolo dello spettacolo cui ho assistito martedì sera, vincendo le vertigini, dalla balconata al TERZO piano. Molto acuto e brillante. A tratti angosciante. - scritto da Zurika 12:40 | commenti (8) - giovedì, 18 maggio 2006 Generalmente cerco di sopportare qualsiasi tipo di persona, se di "tipi" si può parlare. Va a finire che ascolto ascolto ascolto e spero che la ausa passi in fretta per poter tornare al lavoro!!! non è un assurdo?! - scritto da Zurika 17:11 | commenti (4) - sabato, 13 maggio 2006 Sto scrivendo molto poco ultimamente,
quasi non ci fosse più nulla da dire.
O quasi come voler diventare invisibili.
- scritto da Zurika 22:50 | commenti (2) - lunedì, 01 maggio 2006 Non pensavo sarei tronata a Cremona, e invece ieri eccomi là.
Il bello poi è anche il viaggio. Di nuovo con lei, come nei viaggi a Torino, in Costazzurra, in Valsesia. Si parla, non ci si accorge del tempo che passa.
Cremona poi è sempre così, mi lascia sempre quella sensazione di tranquillità e di leggerezza, anche se stavolta l’ho vista solo di sfuggita (ed unicamente perchè ci stavamo perdendo e siamo finite quasi in centro), e mi è sembrata anche familiare.
E riabbracciare persone con cui ho condiviso tanto o anche poco, ma che son sempre lì, è sempre un modo per sentirsi vivere. - scritto da Zurika 17:02 | commenti (2) - |
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