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zurika
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sabato, 20 dicembre 2003
Verde oscurato Assurdo quanto sia luminoso questo schermo, troppa luce per i miei occhi... ecco, ho abbassato la luminosità... o il contrasto, o non so cosa... insomma, adesso è guardabile. Ed è anche assurdo il casino che si è formato in camera mia, sulla mia scrivania (non riuscivo a trovare il mouse...), sul mio letto, per terra... dovunque guardi c’è roba accatastata, che in realtà non ha un posto, perciò credo che almeno per ora lascerò tutto lì com’è. Continuerò a sorseggiare il mio tè caldo e poi aggiungerò la tazzina e il cucchiaino alla roba accatastata. Anzi, poi forse mi ci metterò anch’io, tra la roba accatastata. Oggi è uno di quei sabati dove non vedo il senso. Dell’uscita serale, per intenderci. Veramente vedevo poco senso anche nell’uscita pomeridiana, ma come tutti i lavoratori dipendenti, le mie brave ore di libera uscita per gli acquisti (natalizi) si riducono al sabato pomeriggio... bella libertà. Perciò basta, mi son detta, con questi orari forzati, con queste ore contate, con questa fretta, con questa Milano con gli scioperi dei mezzi, con questa Pavia dove non trovi un’edizione decente di un libro, basta con questa nebbia, che nasconde il bosco del Ticino, e con questo “dover fare”. Forse sono malata, ma malata dentro, forse ho la nebbia dentro, è per questo che il verde del quarto chakra ieri lo vedevo come un po’ oscurato. Per questo che lo spazio del mio cuore mi sembrava così angusto. Resterò qui, con l’azzurro di questo maglione addosso, e magari guarderò quel film che (così mi ha detto chi me l’ha prestato) fa piangere... [ancora devo piangere?]... ma prima mi è venuta in mente una cosa che vorrei rileggere, e che trascrivo. Da Trainspotting di I. Welshe: “La società s’inventa una logica assurda e complicata, per liquidare quelli che si comportano in un modo diverso dagli altri. Ma se, supponiamo, e io so benissimo come stanno le cose, so che morirò giovane, sono nel pieno possesso delle mie facoltà eccetera eccetera, e decido di usarla lo stesso, l’eroina? Non me lo lasciano fare. Non mi lasciano perchè lo vedono come un segno del loro fallimento, il fatto che tu scelga semplicemente di rifiutare quello che loro hanno da offrirti. Scegli noi. Scegli la vita. Scegli il mutuo da pagare, la lavatrice, la macchina; scegli di startene seduto su un divano a guardare i giochini alla televisione, a distruggerti il cervello e l’anima, a riempirti la pancia di porcherie che ti avvelenano. Scegli di marcire in un ospizio, cacandoti e pisciandoti sotto, cazzo, per la gioia di quegli stronzi egoisti e fottuti che hai messo al mondo. Scegli la vita. Beh, io invece ho scelto di non sceglierla, la vita. E se quei coglioni non sanno come prenderla, una cosa del genere, beh, cazzo, il problema è loro, non mio. Come dice Harry Lauder, io voglio andare dritto per la mia strada, fino in fondo...” - scritto da Zurika 23:23 | commenti (7) - |
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