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zurika
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mercoledì, 26 gennaio 2005
Basta un nonnulla per ricordarti le tue debolezze, per farti perdere per un secondo il senso dell’orientamento. Come ieri. Ero in stazione Centrale, alla fermata della metro, e all’improvviso ho avuto un vuoto. Non ricordavo più dove dovessi andare, Cadorna… Famagosta, non sapevo che ore fossero, se mezzogiorno o le sei di sera… non ero più sicura che dovessi davvero prendere la linea verde. Forse era la gialla. O forse la rossa… che oltretutto nemmeno passa da centrale. Sbandamento, incertezza. Per un nonnulla. Una telefonata o un messaggio. Che non sono nient’altro che brevi attimi che ti ricordano quanto sia facile perdere l’orientamento e il senso del tempo. E creano nella tua testa un vuoto. Ma sai che appunto è un niente, che durerà il tempo dell’arrivo di un treno, il tempo dell’arrivo di una voce che, al contrario, la mente te la riempie, ed allora ripensi a quando ti senti un albero alla mercè del vento, ma sai che le tue radici terranno. Ripensi a quando esci di casa in queste mattine blu, con il sole che colora di arancione l’orizzonte, e la luna splendente alle tue spalle ti accompagna. A quando scendi per strada e c’è il mercato, e quei frutti ti sembrano la cosa più vera e vivace del mondo. Ripensi alla marmellata a colazione e alla carta da regalo rosa a stelline d’oro che fa felice un bambino. E senti quel vuoto restringersi. Scomparire. Non esistere più.
- scritto da Zurika 17:45 | commenti (1) - |
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