Come alunni che escono da scuola tutti insieme, correndo al suono della campanella, ecco che mi si avvicina un ammasso di…impiegati? provenienti dallo stesso punto e diretti probabilmente in metropolitana. No no no- non farci caso, non è niente. “Pecore” questa parola la devi scacciare dalla mente, non esiste. Pecore- In fondo anche tu quando andavi a scuola non vedevi l’ora di uscire, di scappare e tornare a casa,e lì era anche peggio, eri costretta a indossareun grembiule nero (retaggio degli anni 40?)- Più scacci un pensiero più si ripropone- Almeno adesso ci si può vestire diversamente- beh mi sembrano tutti un pochino scialbi, grigi – anch’io lo sono probabilmente, anch’io di solito faccio parte di questa fiumana, ma quando ci sei dentro non te ne rendi conto – E’ che uno non può sempre rendersi conto di tutto, e poi così è la vita, uno cosa deve fare? Lavorare. Poi uscire e tornare a casa.- E piantala di pensare a ‘sta roba, che poi va a finire che odii Milano come al solito, e ti rovini la giornata... che se a Pavia non è così è solo perché non c’è un bel niente, a Pavia... Ma una persona vestita colorata ci sarà o no? (e io? ho una maglietta... grigia...) Ah sì, eccola... una ragazza... catz, che flash! Una maglietta rosa shoking fosforescente, sì, beh, lei è in giro col ragazzo, non sta uscendo dal lavoro... ma che succede? Ommamma, i pantaloni bianchi lunghissimi le arrivano sotto i piedi, e con quelle scarpe a punta-, ma a punta-a punta- i pantaloni rimangono incastrati e onnò – straaapp! – “Ahahaha, se si sono rotti rido troppo!!” (grida il fidanzato...) Beh insomma non pensare più a niente, Milano non esiste, una volta era solo un accampamento, è una città “di convenienza”, e per un attimo hai anche quasi visto passare il ragionier Fantozzi che allo scoccare dell’ora fatidica si era gettato a volo d’angelo fuori dalla finestra dell’ufficio..., in fondo fa un po’ ridere tutto questo, no? Eddai, e basta, e ringrazia il cielo che le scuole elementari siano finite da un pezzo!