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zurika
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sabato, 01 febbraio 2003
Io sono il bianco di me, e sono il nero. Sono la ragione e la follia, la coerenza e la contraddizione, sono il grido e il silenzio. Io sono la mia testa e sono anche il mio braccio e la mia gamba, sono il mio nulla e sono il tutto, sono il lato destro del mio cervello e il sinistro. Sono le mille sfaccettature di me. E come posso avere la presunzione di sapere (sapere!!) quale sia la realtà, di percepire la vibrazione di fondo dell'universo che sento-tocco-mangio-respiro-guardo-sogno, quando non ho l'idea nemmeno di me stessa? Mi piace andare a fondo nelle cose, anzi, diciamo che mi piacerebbe. Peccato che sotto ogni superficie ci sia una realtà più profonda, che sarà sempre superficie di qualcos'altro che starà ancora più sotto... Quindi, cosa dovrei fare? tentare di scavare all'infinito, sicura del fatto che la mia mente non sia abbastanza per comprendere il mondo e gli altri? O rinunciare a tutto quanto? smetterla una volta per tutte di pormi delle domande? Fare come chi vive nella convinzione delle proprie certezze? A volte mi viene un sonno, ma un sonno.... che vorrei proprio addormentarmi, e magari non svegliarmi mai più, per non dovermi ogni volta ricordare di essere il limite di me. - scritto da Zurika 23:40 | commenti - |
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