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zurika
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giovedì, 24 febbraio 2005
Indolenza di prima mattina. Passavo per piazza Da Vinci e mi sembrava di essere ancora sotto le coperte. Quasi non sentivo nemmeno il freddo, tanto ero convinta di non essere realmente lì. Ero accartocciata da qualche parte tra le pieghe del lenzuolo. E da lì osservavo la piazza e la gente, e le mani che si tendevano verso di me fuori dalla metro per darmi volantini o giornali, voci squillanti a gridare “Prego!!”, ma forse non si riferivano proprio a me. No, perché io ero tra le pieghe di un letto ancora caldo. O ero adagiata su un biscotto che galleggiava nel caffè non ancora bevuto ma immaginato. Come se guardassi la tv, fissavo la strada, vedevo palazzi e alberi avvicinarsi a me. Ma io ero spettatrice. E in fondo, perché mai dovrei sentirmi protagonista? Non capisco se questo mondo, questa città, questa scuola siano miei. Non so se esiste un posto mio, in cui non provare nemmeno un po’ di indolenza ogni tanto. Non mi curavo più di tanto nemmeno delle auto al passaggio pedonale. Ero ripiegata tra i dischetti struccanti di cotone nel bagno di casa. Ora credo diventerò piccola tanto da infilarmi tra una lettera e l’altra di questa tastiera.
- scritto da Zurika 09:25 | commenti (3) - |
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